Il kapo padronale.

Una volta il servizio delazione aveva un profilo più basso e nascosto, oggi si è involuto ed ha cambiato specie e pelle.

I vari organi delegati e le loro ramificazioni avevano dei profili “ufficiali” e si diramavano tra i vari enti e potentati interni.

Oggi con le dinamiche della crisi e della disoccupazione che le fa da contorno questo agire è più complesso fino a fondersi con una becera promiscuità.

La classica figura del delatore sfacciatamente filopadronale è stata sostituita da fantomatici sindacalisti forgiati e formati alla scuola servile di ultra fiancheggiatori. 

Il loro compito è di tessere una rete trasversale, omertosa  e connivente sulle vere problematiche del mondo del lavoro, spostando l’attenzione su problemi o circostanze aleatorie conosciute come ” armi di distrazione di massa” .

I gruppi si formano in base ad interessi e convenienze primarie, veleggiano saldamente insieme anche nelle diversità ideologiche, raramente si azzannano davanti alla platea generale per non destare sospetti sul vero collante che li unisce.

Un evidente esempio di kapo lo si puo individuare in un individuo che passa dal reparto in crisi, a quello del benessere, senza la costernazione dei colleghi disgraziati, anzi tra la loro ammirazione.

Questo in poco tempo glissa e sorpassa anche nel voto l’altro prediletto padronale, il portavoce aziendale famoso perché dai social network, e non solo, amplifica e diffonde a mo di propaganda le tesi e le teorie della sua finta controparte.

Più volte questi cani senza denti hanno finto zuffe, anche pubbliche, tranne poi essere ripresi e collocati nelle rispettive cabine di regia dai loro segretari esterni, noti per regalare amuleti agli ad famosi per la chiusura di fabbriche (Termini imerese, Irisbus), e fallimentari nelle prospettive industriali, in particolar modo a Pomigliano.

Sanno anche essere generosi con gli avversari più malleabili e corruttibili, scegliendoli e battezzandoli alla loro corte, sponsorizzandoli nelle tornate elettorali, raggiungendo così il duplice fine di aver infiltrato delatori filo-padronali in seno ad altre organizzazioni raggiungendo così il duplice obbiettivo fine di inquinarne l’identità e devastarle al loro interno, con l’intento finale di annientare e svelenire chi in questi tempi, tenta ancora disperatamente di esercitare un sindacato etico. Il progetto finale è quello di fare fronte comune unico per trovarsi tutti insieme d’amore e d’accordo davanti al ricco ed imbandito banchetto padronale.

Il kapo oggi passa da reparto a reparto magnificando il suo lavorio ed i conseguenti risultati, fissando così nelle menti dei lavoratori come l’esempio da seguire sia l’asservimento completo e totale e non la partecipazione diretta e democratica.

Ormai i riferimenti padronali sono loro, e non servono più i classici “osservatori speciali” di un tempo, mandati in pensione dall’involuzione sindacale, ormai serva senza riserva e senza vergogna, fantomatici sindacalisti trasversalmente uniti dalla mancanza di pudore e vergogna che girano vedono e riportano le prede in bocca (o con la bocca) al loro padrone cacciatore.

Il gioco è chiaro ora chi vuol capire capisca..

 

 

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Informazioni su Francesco Viscione persona comune cittadino.

Amico e Compagno di altri sindacalisti scomodi e di preti scomodi, ma con larga etica ed umanità. Adoro la mia organizzazione la Fiom-Cgil, la e sua Costituzione, lo Statuto.
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