Il ritorno di Tavole di palcoscenico, odissea nel sindacato 2019.

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Novità grosse in quel di Luraghi.

Dopo 10 anni di poco onorato e molto oneroso esilio, tavole di Palcoscenico è ritornato tra noi.

Il Coupe de teatre ben orchestrato ed organizzato, però, non tragga in inganno.

Al contrario del coraggioso e virtuoso Sandro Dorelli, egli si, veramente mai voluto, in virtù delle sue battagli fatte di onestà e trasparenza, il nostro piccolo, ma abile mesteriante, ha ben architettato (certamente con complicità padronali ) la strategica mossa per rientrare in campo, non dalla finestra dell’accessorio, dove la storia lo rilegherebbe, ma dal portone principale.

Teniamo ben presente una cosa: I sindacati Pirata, costole e derivazioni di natura ultrapadronale, hanno la funzione allo stesso tempo, di calmierare legittime richieste e far credere agli operai che si stiano battendo, anche vigorosamente, per loro.

Una volta sistemati, fatti eleggere, nominati, o come nel nostro caso, in decennale vacanza premio, eseguono e compiono la loro vitale funzione di complementarità aziendale.

Luraghi ne è un esempio vivido  e molteplice e palcoscenico non è l’unico ne forse il peggiore, ma oggi di lui ne  tratteggiamo virtù e scaltrezza.

A pochi mesi dalle elezioni era ben chiaro che la sua situazione e quella dei suoi “bravi”  e comprimari camerieri, era diventata insostenibile, chiamato anche a rispondere, (grande Kammesellik in questo caso),  di come fosse stato  senza alcun tipo di giustificazione “esternalizzato” ritorna in campo, ma ad un solo ed unico scopo, quello elettorale.

Solo da poche ore all’interno, il suo clan, composto dal Busto Mussoliniano e lo Scissionista dei 730, con il supporto della new entry, Uccel di b. (scissionista  leccoliniano),  promettono sfracelli e macinano chilometri, e cazzate in grande numero.

Quella del Cambiamento è la prima e più risibile, ma non mancano nemmeno clamorosi ed innocui comunicatini pieni di fuffa e di messaggini subliminali fini a se stessi tanto ridicoli nei fatti, perchè  chi li conosce sa bene di quale combustibile padronale-elettorale vivono.

Il sindagattino in salsa Liga Veneta approdato di recente in area pentastellata subodorando il recente boom elettorale, viene ricordato da chi ha buona memoria per il clamoroso salto della quaglia quando in presidio per la cassa integrazione farlocca, il nostro nottetempo, ricevendo gli improperi dei lavoratori, costeggiava i muri aziendali per essere ricevuto ai piani superiori.

Forse chi lo riceveva era lo stesso che per anni gli ha consentito la vacanza premio, alla  quale, magari, si aggiungevano pure due sue amici Ferie&Par, (per altro molto in voga tra i sindacalisti di Luraghi), se fosse veramente così, sarebbe stata un idea davvero geniale (ed a costo zero padronale, tanto ha pagato chi è venuto dopo) dell’allora organizzatore del tutto, l’eminenza grigia o calva, dell’ infausto tempo.

Però palcoscenico può stupirci ancora, smentisca, affigga  o metta online, così si mette al passo della politica che (finge) di appoggiare.

Trasparenza, una volta tanto, palcoscenico dorato.

 

 

Informazioni su Francesco Viscione persona comune cittadino.

Amico e Compagno di altri sindacalisti scomodi e di preti scomodi, ma con larga etica ed umanità. Adoro la mia organizzazione la Fiom-Cgil, la e sua Costituzione, lo Statuto.
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